Il mal di schiena e l’ernia del disco

Il mal di schiena è il “male del secolo” e l’ernia del disco ne è spesso una delle cause più dolorose e pericolose, non solo per la colonna vertebrale, ma anche per la salute in generale. Recenti ricerche scientifiche hanno provato che ben il 25% della popolazione occidentale soffrirà di mal di schiena più o meno grave nel corso della propria vita. A volte il mal di schiena può celare una patologia, ma di solito è un campanello d’allarme che indica un problema di sovraccarico biomeccanico.

Il dottor Roger Sperry, premio Nobel per le ricerche scientifiche nel 1981, ha dichiarato che il 90% del nutrimento, dell’ossigeno e degli stimoli al nostro cervello vengono dal movimento corretto della colonna vertebrale. Per questo motivo è fondamentale combattere la sedentarietà.

L’uomo, come qualsiasi essere vivente sulla terra, si deve adattare per vivere alla forza di gravità. Per farlo modifica le curve della colonna vertebrale durante la crescita. I neonati nascono con una curva unica che inizia a modificarsi con lo sviluppo neurologico e muscolare del bambino formando prima una lordosi cervicale fino a sviluppare una cifosi dorsale e una lordosi lombare per meglio distribuire i carichi gravitazionali in posizione eretta.La colonna vertebrale adulta sana e sviluppata sarà quindi formata da trentatrè vertebre e dai dischi intervertebrali ad esse connessi che le dividono. L’efficienza dei dischi dipende dalla capacità idrolitica del proprio nucleo.

E’ stato ripetutamente dimostrato che esiste un processo di diminuzione progressiva dei livelli d’idratazione del disco fin dalla prima parte della vita dove in media il contenuto di di acqua nel disco è approssimativamente del 88% e scende a circa il 69% nell’ottava decade della vita. Per fare un esempio visivo semplice il disco che perde acqua diventa come la gomma lasciata a lungo sotto il sole, perde elasticità, si vetrifica e diventa così più fragile potendosi facilmente sgretolare.

La protusione e l’ernia discale possono crearsi in qualsiasi zona della colonna vertebrale, ma le zone più comunemente colpite sono la regione lombosacrale e la cerniera cervicodorsale. A seconda delle strutture anatomiche che sono irritate, il paziente può provare vari tipi di disturbi e sintomi più o meno gravi e in diverse parti del corpo. Il sintomo più comune che caratterizza i casi di ernia discale è un forte mal di schiena che si irradia lungo il gluteo e scende posteriormente sulla gamba anche fino al piede. Questo disturbo è conosciuto come sciatica.Mal_di_schiena
Ma a seconda di quali nervi sono irritati si potranno verificare varie sintomatologie che seguiranno i dermatomi del corpo come per esempio cervicobrachialgie, dorsalgie e cruralgie.
I dolori sono spesso molto forti e peggiorano con alcuni movimenti soprattutto la flessione del busto o del collo. Anche semplicemente tossire e starnutire possono arrecare disturbo.  A volte i dolori sono così forti che impediscono il sonno per giorni. In questi casi i farmaci normalmente usati per lenire i sintomi sono poco efficaci. Spesso il busto si storta creando la classica posizione antalgica che serve al paziente per sentire meno dolore.
Nei casi più gravi e duraturi nell’arto colpito si noteranno diminuzione della forza muscolare ( gli oggetti cadono dalle mani, non si riesce ad aprire una bottiglietta o si inciampa spesso) disturbi della sensibilità, perdita dei peli e raggrinzimento della pelle a causa della scarsa microcircolazione neurovascolare. I sintomi possono durare anche diversi mesi e provocano molto stress emotivo nei pazienti che non riescono a trovare una cura efficace e duratura nel tempo.

in collaborazione con Dr. D.C. Manuel Mazzini
www.studiomazzini.net

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