Il movimento è una regola di benessere.

Si sente molto parlare di “standing desk”, e della nuova tendenza in arrivo dagli Stati Uniti e già molto diffusa in Nord Europa di ‘lavorare in piedi.

Diversi studi scientifici hanno confermato che lavorare in piedi aiuta a mantenersi attivi per tutto il giorno, a facilitare la digestione e scongiurare la sonnolenza dopo la pausa pranzo.
L’attività metabolica aumenta, si bruciano più calorie e si è più attenti, con ripercussioni positive sul lavoro.
Senza contare il principale vantaggio, ovvero il minor carico su collo, spalle e schiena, che causa il ‘mal di schiena da scrivania’.

Ma come è possibile svolgere normali mansioni da ufficio stando in piedi?

Lo stare in piedi è in effetti una maniera molto semplicistica di approcciarsi a questo argomento.
Gli ‘standing desk’ sono in realtà tipi particolari di piani di lavoro, che permettono agli impiegati (e non solo), di svolgere la propria attività lavorativa alternando la posizione seduta a quella semieretta ed eretta, grazie alla possibilità di alzare ed abbassare, elettricamente o manualmente la scrivania o il tavolo da lavoro.

In realtà lavorare sempre in piedi è nocivo tanto quanto stare sempre seduti.
La posizione ottimale, non esiste.
Il movimento e la possibilità di cambiare facilmente posizione sono le chiavi del benessere.
Per questo motivo uno standing desk, deve essere affiancato da una sedia oppure uno sgabello ad altezza regolabile, che serva da supporto all’utilizzatore.

Uno standing desk sviluppa in pieno le sue potenzialità affiancato da un particolare sistema di seduta, definito ‘saddle chair’, cioè seduta a sella.

Il principio di base è proprio quello della sella equestre, che offre un angolo molto ampio tra tronco e gambe, intorno ai 135°, rispetto ai 90° delle sedie convenzionali.
Questa posizione permette di scaricare a terra buona parte del peso che graverebbe sull’area lombo-sacrale.
Si preserva così l’assetto fisiologico della colonna, come nella posizione eretta, mantenendo la comodità di una posizione semi-seduta e consentendo il
movimento, senza accusare alcuna fatica.
Le sedute con sistema Saddle Chair sono particolarmente adatte per attività
professionali dove forti sono le sollecitazioni alla schiena, come dentisti, operatori radiologici, assistenti alle poltrone, lavoratori di precisione, parrucchieri, estetiste. E soprattutto per tutte le postazioni di lavoro sedentarie, come per esempio i video terminalisti.

Movimento e variazione di posizione devono quindi essere le parole chiave
quando si progetta una postazione di lavoro, sia in un ufficio tradizionale che in home office.
L’utilizzo di tavoli ad altezza regolabile offre un’alternativa positiva alla tradizionale seduta statica, soprattutto se utilizzati con una seduta ergonomica specifica.

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I disturbi cervicali

La zona cervicale è uno dei punti più colpiti dal dolore nei soggetti sedentari: le statistiche dicono che più del 80% dei lavoratori sedentari, tra cui impiegati, operatori PC e studenti, soffre in modo persistente di dolori al collo, mal di testa, pesantezza e difficoltà nei movimenti proprio nell’area delle spalle. La causa principale è costituita dalla naturale tenenza a flettere il collo in avanti per diriger lo sguardo verso il piano di lavoro o il monitor. Inclinare il capo in avanti e in basso aiuta a svolgere meglio la propria attività, ma è dannoso per vertebre e muscoli del collo. In più l’assenza di cambiamenti di posizione e di variazione dell’attività dei muscoli cervicali costituisce il principale fattore scatenante.

LA SOLUZIONE: Mantenere in verticale l’asse collo schienaHÅG_Capisco_People_Interior_2013k
Mantenere il collo in una posizione più vicina alla verticale consente di sostenere il capo in equilibrio senza la necessità di intervento muscolare e ciò si traduce in un netto miglioramento dei problemi cervicali. Le sedute dinamiche evitano la postura a collo flesso in avanti e consentono di avvicinarsi al piano di lavoro per migliorare la visione. L’oscillazione soddisfa la naturale necessità di movimento della colonna e la contrazione e il rilasciamento ritmici dei muscoli del collo. Funge così da vera e propria ginnastica, prevenendo in tal modo l’insorgenza di numerosi disturbi,

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Stare seduti oltre 3 ore al giorno? meglio di no

La normativa vigente, in special modo il Testo Unico 81/2008, che è il testo di riferimento per le aziende in materia di benessere sul posto di lavoro, non pone il giusto accento sui danni che il lavoratore può subire a causa di una postazione di lavoro non adatta alle proprie esigenze. Considerando che non esiste una tecnologia buona e una cattiva, ma che la differenza la fa la metodologia di utilizzo, come specialisti di sedute ergonomiche per ufficio, riteniamo sia nostro preciso dovere sviluppare postazioni di lavoro che si adattino all’utilizzatore ed alle sue necessità. Postazioni dinamiche, che permettano l’utilizzo contemporaneo di strumentazioni diverse, che consentano di lavorare muovendosi fra il pc e il telefono, dalla tastiera al tablet, con una sedia che si adatti a seguire l’utilizzatore, che non sia statica e che non diventi un ‘peso’ da trascinarsi dietro, ma anzi che sia un ausilio per il proprio lavoro, offrendo il giusto sostegno combinato con la possibilità di muoversi liberamente.

La letteratura scientifica ha chiaramente dimostrato che la causa principale dei disturbi alla colonna è il mantenimento prolungato della posizione seduta. Stare seduti oltre 3 ore al giorno (long term sitting) è il principale fattore di rischio per i disturbi vertebrali.

Mal di testa, lombalgia e dorsalgia, stress sui legamenti e sovraccarico muscolare, sono solo alcuni dei disturbi causati da una postazione di lavoro non adatta. I malesseri, o nei casi più gravi, le patologie derivanti da una posizione di seduta scorretta, possono essere prevenuti o attenuati, con l’utilizzo di una sedia ergonomica, che deve stimolare un movimento naturale del corpo, delle braccia e delle gambe, requisito essenziale per il benessere e la produttività dell’utilizzatore.

I dolori non sono solo colpa delle ore passate al computer, quello che ci danneggia è che ci siamo dimenticati come ci si prende cura del proprio corpo.

Il movimento riattiva la circolazione periferica, migliora la respirazione e l’ossigenazione, evitando quindi cali di attenzione e incrementando la produttività. Una postazione di lavoro ergonomica previene i dolori alla colonna dorso lombare, i disturbi cervicali e la cefalea muscolo tensiva, previene i disturbi alle braccia come la mouse syndrome, donando una sensazione di benessere diffuso al corpo ed alla mente.

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